Ritratto di Anna Polina

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Anna Polina

Anna Polina è un’attrice e regista il cui percorso unisce cinema per adulti, formazione teatrale e cinema indipendente. La sua interpretazione in Plaisir fantôme di Morgan Simon è arrivata alla Quinzaine des Réalisateurs di Cannes nel 2019.

Anna Polina

La persona dietro il nome

L’interesse di Anna Polina per la recitazione è iniziato con la danza classica e il teatro. Ha frequentato il Cours Simon durante il liceo, poi ha studiato diritto francese e russo a Nanterre ed è tornata alla recitazione attraverso i corsi serali del Cours Florent. Curiosità, letture e desiderio di nuove esperienze l’hanno portata davanti alla macchina da presa.

Originaria di San Pietroburgo, ha parlato con affetto di Parigi come della città che ama di più. La sua carriera pubblica comprende il cinema per adulti, la regia e un ruolo da protagonista in Plaisir fantôme. Le interviste rivelano un legame duraturo con i drammaturghi, un interesse concreto per il lavoro cinematografico e il piacere della musica, del bel tempo e della buona compagnia.

Parole, prove e macchina da presa

Un percorso nelle arti dello spettacolo

Danza classica, teatro e tennis facevano parte dei suoi primi interessi. Il teatro si distingueva perché apriva le porte ad autori e personaggi. Al Cours Simon, durante gli anni di scuola, scoprire la letteratura drammatica trasformò un’attività piacevole in un interesse più profondo per la recitazione.

L’università portò un’atmosfera diversa. Dopo un ambiente scolastico accogliente, trovò difficili le grandi aule e la pressione degli studi di diritto a Nanterre. I genitori la incoraggiarono a cercare qualcosa che la facesse sentire realizzata, e i corsi serali del Cours Florent divennero il passo successivo.

Dalla curiosità alla professione

Il suo primo avvicinamento al cinema per adulti fu un’esperienza, più che un progetto professionale definito. La lettura di Virginie Despentes suscitò domande su quel lavoro e la spinse a contattare un regista. In seguito tornò, trovando un ambiente che riuniva recitazione, stile, performance e collaborazione.

Con lo sviluppo della carriera, un contratto con uno studio l’aiutò a imparare il mestiere. Ripensando a quel periodo nel 2017, gli attribuiva strumenti utili a costruire una vita professionale duratura nel cinema. Apprezzava anche le occasioni di viaggiare e le persone incontrate durante le produzioni.

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Passare dietro la macchina da presa

Entro febbraio 2017, Polina aveva completato il suo secondo film da regista. Era il primo per Canal Plus, realizzato in collaborazione con Colmax. Lo descrisse come una storia di relazioni e social network, pensata soprattutto per un pubblico di trentenni.

La regia le offriva spazio per sviluppare un punto di vista personale in un settore familiare. In quell’intervista parlò del desiderio di realizzare opere che la interessassero direttamente. All’esperienza già maturata davanti alla macchina da presa si aggiungevano l’autorialità e le decisioni necessarie a raccontare una storia.

Diverse presenze sullo schermo

La sua filmografia si estende anche ad altre forme di cinema. Echap la include nel cast di un film horror, mentre Il n’y a pas de rapport sexuel la presenta come se stessa in un documentario. Sono partecipazioni differenti: un’interpretazione di finzione e un’apparizione con la propria identità professionale.

Plaisir fantôme ha aggiunto un ruolo drammatico da protagonista. Morgan Simon non lo aveva scritto appositamente per lei; si conobbero durante il casting. Il regista la trovò in sintonia con la direzione emotiva del film e la scelse per una donna la cui sicurezza pubblica nasconde un mondo interiore inquieto.

Jeanne in Plaisir fantôme

Nel cortometraggio di 16 minuti, Polina interpreta Jeanne, un’attrice di film per adulti che cresce sua figlia e sogna una vacanza al mare. Il film ha avuto la prima mondiale alla Quinzaine des Réalisateurs di Cannes nel 2019, per poi essere presentato al festival di Saint-Jean-de-Luz.

Le immagini del film presenti qui mostrano Polina nei panni di questo personaggio di finzione. Le circostanze familiari di Jeanne appartengono alla sceneggiatura. La storia di Simon osserva la ripetizione e la stanchezza del lavoro, lasciando che piccoli cambiamenti di espressione e attenzione suggeriscano una vita oltre la performance che ci si aspetta da lei.

Una voce nelle conversazioni sul cinema

Nel 2024 ha partecipato a Osez Le Ciné per un’intervista di 40 minuti registrata nello studio di FILMO. Il dialogo affrontava recitazione, coordinamento dell’intimità e differenze tra ciò che accade davanti alla macchina da presa e la vita fuori da una produzione. La sua esperienza entrava così in una conversazione più ampia sul lavoro cinematografico.

L’intervista a Kasbah del 2025 è tornata alle arti che l’hanno formata e ai piccoli piaceri. Musica, sole, una buona conversazione e l’umore della giornata comparivano nella sua risposta sulla felicità. Accanto alla storia professionale, descriveva la gioia come qualcosa da trovare nei momenti comuni.

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